COSA E' UN BONSAI
Un bonsai è una pianta normale che con precise tecniche di coltivazione viene impostata secondo dei canoni estetici ben precisi e coltivata in vaso. Qualsiasi tipo di pianta a fusto legnoso puo essere coltivata a bonsai a patto che rispetti i canoni estetici stabiliti.
HO APPENA COMPRATO UN bonsai, COSA DEVO FARE?
Il bonsai è una pianta e come tale va trattata, solamente con
piccoli accorgimenti in più. La prima cosa di cui accertarsi è di che tipo di essenza siete venuti in possesso, se è stata acquistata in un centro commerciale o sui banchetti dell'anlaid molto probabilmente vi troverete davanti a una di queste essenze:
- Olmo cinese (zelkova)
- Ligustrum
- Serissa
- Ficus retusa
- Carmona
- Pepe
Tranne olmo, ficus e ligustro, che sono piante di facile coltivazione e di "robusta costituzione", le altre essenze sono piuttosto delicate da trattare, in particolare la serissa e la carmona che hanno l'abitudine di seccare improvvisamente anche senza particolari motivi. Inoltre apparte l'olmo che va tenuto assolutamente all'aperto, le altre essenze andranno tenute, in inverno, in appartamento o al massimo in serra fredda dato che sono piante di origine tropicale ( e questa è forse la ragione della maggior parte delle loro morti improvvise visto che sono costette a vivere in un ambiente e ad un clima che non sono il loro! ) mentre in estate andranno posizionate all'aperto anche loro. Altra cosa molto importante da sapere sui bonsai comprati nei succitati posti è che sono coltivati in un substrato assolutamente pietoso, una delle prerogative per farli sopravvivere è di effettuare quanto prima un rinvaso, sperando di averlo acquistato nelal stagione adatta. La stagione migliore per i rinvasi è un periodo che va da metà febbraio a metà primavera circa, quando cioè le piante stanno iniziando a mettere i nuovi germogli. Qualora invece il bonsai provenisse da un centro o un negozio specializzato sarebbe meglio informarsi presso tale centro su qual sia stata la data dell'ultimo rinvaso subito dalla pianta e qualora fossero passati piu di tre anni prepararsi ad effettuarne uno il prima possibile, nella stagione corrente se quella adatta all'operazione, oppure l'anno sucessivo. Posizionate il bonsai all'interno o all'esterno a seconda dell'essenza di cui si tratta, in un punto luminoso o ombreggiato a secnda che l'essenza in questione prediliga il pieno sole o l'ombra, annaffiatelo periodicamente, di solito quando il terriccio sta iniziando a seccare e non tutti i giorni se non ce n'è effettivamente bisogno. Il metodo migliore per annaffiarlo è a pioggia, dall'alto e possibilmente con acqua decantata per almeno 24 ore, visto che i bonsai non amano acque calcaree e addizionate con cloro come sono solitamente quelle dei nostri rubinetti, basterà qundi che mettiate l'acqua necessaria per le annaffiature in un secchio aperto 24 ore prima in modo che il cloro volatile possa evaporare e il calcare invece sedimentare sul fondo del secchio, usate quindi poi l'acqua piu superficiale per annaffiare. Durante tutta la stagione vegetativa inoltre i bonsai richiedono di essere concimati ( mi raccomando mai dopo un rinvaso per almeno un mese ), ogni settimana o ogni quindici giorni, a seconda del tipo di concime che si utilizza. Sul forum trovere numerose discussioni e articoli su questo argomento, vi consiglio quindi di leggerne il piu possibile per chiarirvi le idee in propositoprima di effettuare qualsiasi trattamento o di porre qualsiasi quesito sul forum. I bonsai inoltre perchè mantengano la loro fomra vanno potati, rami vanno legati con del filo di rame per fargli mantenere determinate inclinazioni, insomma hanno bisogno di una impostazione, ogni bonsai è una cosa a se e deve quindi essere impostato in maniera differente da un altro, l'impostazione è uno step un poi piu avanzato rispetto al semplice mantenimento in vita del bonsai e richiede un minimo di esperienza e all'inizio una guida piu esperta, sia essa un ottimo libro o un insegnante. Sul forum troverete numerossimi post con consigli di impostazione di piante correlati da foto e commenti, prendetevi la briga di leggerne il piu possibile così da farvi un occhio critico a riguardo, visto che in questo campo l'esperienza è importantissima oltre al semplice gusto estetico.
COME SI EFFETTUA UN RINVASO?
Per prima cosa bisogna accertarsi di essere nel periodo giusto per effettuarlo, altrimenti si richia di perdere la pianta, in secondo luogo bisogna accertarsi che la pianta abbia effettivamente bisogno di un rinvaso, il che lo si vede sollevando l'intero pane radicale della pianta dal vaso, è un'operazione molto delicata e necessita di un minimo di manualità, bisogna passare un coltello filo filo lungo tutto il perimetro del vaso facendo arrivare fino al fondo, quindi bisogna sganciare l'ancoraggio della retina e della pianta al vaso ( se presente ) sul foro di sotto, e quindi rovesciare sottosopra la pianta e far uscire delicatamente il panetto di radici e terra che era dentro al vaso, è un'operazione che va fatta a terra asciutta così che il tutto rimanga compatto. Una volta fatto questo bisogna analizzare come tale pane si presenta, se il terriccio è compatto e argilloso tipo panetto di das indurito il rinvaso è assolutamente necessario, stessa cosa se il terriccio è stato quasi del tutto sostituito dalle radici della pianta ( che spesso in questi casi arrivano perfino a sporgere fuori dal foro di drenaggio sul fondo del vaso. Qualora il rinvaso non fosse necessario rimettete una retina sul foro di drenaggio del vaso assicurandola con del filo di rame, sistemate un nuovo strato di materiale drenante sul fondo del vaso (assolutamente mai argilla espansa ) risistemate il panetto nel vaso andando a sostituire le eventuali perdite di terriccio con dell'akadama fine. Ricordate sempre di legare la pianta al vaso assicurandola al sistema di bloccaggio della retina del vaso. In equenza qui sotto vedete come bloccare la retina ai fori di drenaggio, agli anelli del bloccaggio aggancerete il filo con cui dovrete ancorare la pianta al vaso.
 
 
Se invece il rinvaso è necessario prendete un bastincino di bambù ( una bacchetta da ristorante cinese è perfeta ) e iniziate delicatamente a districare le radici. Se la pianta era in argilla pura aiutatevi eventualmente anche con un getto diretto di acqua così da cercare di eliminare quanta piu argilla possibile, se invece il substrato era buono non eliminatelo de tutto, ma lasciate un 40% di pane radicale intatto attorno al nebari. Tagliate a questo punto un 30-40 % di radici preferendo quelle piu grosse e meno capillarizzate a quelle piu fini e cercate di creare un apparato radicale il piu compatto possibile. Mentre fate queste operazioni cercate di mantenere la pianta il piu umida possibile, operate in una zona ombreggiata evitando possibilmente giornate di vento (oppure lavorate riparati) che asciugherebbero troppo l'apparato radicale. Disponete quinadi una retina di plastica sul foro di drenaggio del vaso,predisponete il sistema di ancoraggio della pianta al vaso e legateci la pianta; una volta messa nel vaso prima di riempirlo, mettete uno strato di drenaggio sul fondo composto da pomice, oppure akadama, oppure ghiaino, oppure lapillo. Stendete uno strato di terriccio precedentemente preparato nelle giuste percentuali di materiali ( Qui troverete un interessante articolo riguardante le percentuali dei materiali da utilizzare per la creazione del substrato idoneo in base all'essenza http://www.bonsai-italia.org/forum/viewtopic.php?t=877 ma attenzione perchè son dati puramente indicativi e cambiano in base a molte variabili come ad esempio il clima della vostra zona e il luogo di esposizione) facendo una leggera cunetta nel centro, appoggiate quindi la base della pianta su quella cunetta e versate il substrato preparato tutto intorno aiutandovi con il bastoncino di bambù a sistemare il tutto bene affinchè non restino delle bolle d'aria e livellate fino a riempire il vaso. Annaffiate quindi abbondantemente una volta ultimata l'operazione così che il terriccio si compatti ulteriormente e mostri eventualmente delle zone poche piene che andrete a riempire. In base a quanta porzione di radici avete tagliato potate la chioma così che l'equilibrio tra apparato radicale e apparato fogliare venga ristabilito. Posizionate quindi la pianta all'ombra e lasciatecela per una settimana prima di rimetterla gradualmente nella posizione di esposizione abituale. Non effettuate concimazioni per almeno un mese, altrimenti potreste bruciare le radici della pianta e portarla irrimediabilmente a seccare in breve tempo.
QUALI SONO I PRINCIPALI MATERIALI DA USARE IN UN RINVASO?
Terriccio universale Assicurarsi di utilizzare un terriccio di buona qualità, facendo attenzione che non sia addizionato con concimi o prodotti chimici di alcun genere, questi infatti potrebbero danneggiare l'apparato radicale della pianta appena rinvasata. In comercio esistono diversi tipi di terricci di numerose marche, anche risparmiando è possibile trovare un buon prodotto.
Akadama E' un substrato di origine vulcanica prodotto esclusimanete in giappone, ha caratteistiche chimico fisiche eccellenti, inquanto accosta a una capacità drenante elevata anche una quantità di sostanze minerali nutritive non trascurabile, è il substrato ideale da affiancare a un buon terriccio universale durante i rinvasi, alcune essenze possono addirittura essere coltivate completamente in akadama, a patto di curarne meticolosamente la fertilizzazione e l'irrigazione. Nota negativa di questo substrato è il costo maggiormente elevato rispetto ad altri materiali e la non facile reperibilità se non in centri specializzato o su shop on line.
Pomice Validissima alternativa all'akadama, è un substrato di origine vulcanica prodotto però nelle nostre regioni, ha un eleato grado di drenaggio e areazione, ma è purtroppo povera di minerali e sostanze nutritive, cosa per altro trascurabile qualora si effettui un buon programma di fertilizzazione. Altro pregio di questo materiale è il costo bassissimo ( in alcuni posti ve ne regalano un secchio se lo chiedete gentilmente ) e la facile reperibilità, basta infatti chiederla in qualsiasi centro di materiali edili.
Lapillo Ennesima e altrettanto valida alternativa all'akadama, anche questo è un substrato di origine vulcanica nostrano, ha a differenza della pomice una buona presenza al suo interno di minerali e sostanze nutritive che ne fanno un ottimoprodotto, come la pmice ha un alto potere drenante ma tende maggiormente, contrariamente a quest'ultima, a trattenere umidità, non risulta quindi adatto a tutte le essenze se non mescolato con altri materiali maggiormente drenanti come pomice o ghiaino. Inoltre l'elevata porosità del lapillo permette un maggiore anidiamento dei capillari all'interno dei propri pori creando qualche problema al momento del rinvaso visto che i capillari dovranno essere rimossi tramite potatura o si strapperanno durante lo stesso. Come materiale è piuttosto economico ma a differenza della pomice di non facilissima reperibilità.
Ghiaino o spaccato di roccia Materiale roccioso frantumato di varia origine, fare attenzione al momento dell'acquisto sul tipo di roccia da cui è stato prodotto cercando di evitare materiali particolarmente calcarei. Non h particolari peculiarità nutritive ma presenta un ottimo drenaggio, costo di medio bassa entità e facile reperibilità, lo potete trovare in sacchi di plastica presso i brico oppure sfuso nei soliti centri edili. Nota negativa il peso elevato che su vasi di dimensioni ragguardevoli potrebbe presentare qualche difficoltà di maneggio.
Sabbia Substrato di origine simile al ghiaino, di cui mantiene le stesse peculiarità nutrive. Da affiancare a materiali con capacità drenanti maggiori come coadiuvante. Bassissimo costo e reperibilità molto facile, unico accorgimento da tenere al momento dell'acquisto è di non prendere sabbia che venga dalle spiagge, ma solo sabbia di fiume.
Torba Materiale di origine oganica prodotto dalla macerazione in torbiera di residui vegetali, ha buone proprietà nutritive, e peculiari qulità chimiche, questo substrato infatti ha diversi tipi di ph a seconda dei materiali da cui deriva, particolarmente interessante è la torba acida di sfagno che ha per l'appunto la capacità di acidificare i suoli di cui fa parte, rende per tanto questo substrato particolarmente indicato per quelle essenze che gradiscono substrati a ph acido, le cosiddette "acidofile" come ad esempio le azalee. Materiale da affiancare a un materiale particolarmente drenante e a un buon terriccio per ottenere una miscela di qualità. Esistono in commercio anche torbe neutre e basiche, indicate per quelle essenze che non gradiscono suoli acidi.
Perlite Varietà specifica di roccia vulcanica vulcanica chimicamente inerte e dal ph neutro, la sua principale peculiarità è che cotta ad elevate temperature subisce un processo di espanzione che ne moltiplica il volume creando un substrato caratterizzato da macroporosità diffusa, il che ne facilita il potere evaporativo in presenza di acqua. Indicato come substrato drenante associato agli altri materiali sopra citati, particolarmente apprezzato nella preparazione dei semenzai e dei terreni di crescita di piante giovanissime.
COME CREO LA GIUSTA MISCELA PER IL MIO bonsai?
Nonostante sui testi e in rete si trovino schede dettagliatissime delle percentuali esatte da utilizzare per ogni sngola essenza, queste non debbono essere prese in considerazione se non come base da cui partire per creare la propria miscela, questo perchè quelle altro non sono che indicazioni generai delle possibili esigenze delle piante ma che non tengono ( e non possono farlo ) delle peculiarità ambientali in cui le single piante si trovano a vivere. E' importante capire che una stessa essenza non potrà essere coltivata nello stesso subtrato in Trentino e in Sicilia, il clima, le preciptazioni, il tasso d'umidità, l'esposizione solare ecc ecc sono tutte variabili che vanno a incidere sulla qualità della vita di una pianta in un determinato substrato, da qui l'esigenza di studiare una miscela che possa soddisfare le esignze della nostra pianta ( quelle si estricabili dalle varie schede ) in base al microambiente in cui si troverà a vivere. Valgono comunque delle indicazioni di base che vedono una buona percentuale di materiale drenante che potrà essere pomice, akadama, lapillo o ghiaino, affiancata a una gista proporzione di terriccio di qualità mescolato con un po di sabbia e torba, acida o neutra a seconda delle esigenze peculiari della pianta.
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