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Norme e pratiche per un corretto uso dei fitofarmaci PDF Stampa E-mail
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Scritto da Marco Beconcini   
Lunedì 23 Novembre 2009 00:00

Chlorpyrifos

Premessa

Quando decidiamo di impiegare un fitofarmaco ed in generale un qualsiasi prodotto chimico per l'agricoltura di qualsiasi natura esso sia (insetticida, fungicida, erbicida, ormoni ) è utile essere consapevoli della responsabilità che abbiamo verso di noi, verso gli altri, verso le piante e gli organismi correlati ad esse.

Per prima cosa è necessario utilizzare i prodotti solo ed esclusivamente quando vi è un necessario bisogno, sia a livello preventivo che curativo in quanto questo tipo di sostanze sono in grado di interagire con l'ambiente circostante ed un uso sbagliato può determinare una modifica dell'habitat negativa.

In parole povere è necessario essere selettivi riguardo al bersaglio contro cui agire onde evitare inutili dispersioni di sostanze tossiche.

L'etichetta

Prima di ogni cosa è di fondamentale importanza leggere attentamente l'etichetta, non solo per carpire le informazioni utili per un corretto impiego del prodotto,ma anche per conoscere in tempo i rischi a cui possiamo andare incontro utilizzando un determinato principio attivo.

Conoscere il P.A. (principio attivo) consente di poter comunicare immediatamente ad un medico eventuali danni derivanti dal prodotto stesso e molte volte scongiurare un pericolo.

Una corretta etichettatura deve contenere i seguenti campi:

  • Nome del prodotto
  • Effetti del principio attivo sul bersaglio (insetticida, fungicida, ecc..)
  • il tipo di formulazione (polvere bagnabile, concentrato emulsionabile, esca insetticida, ecc...)
  • il meccanismo di azione (sistemico, di contatto, translaminare, ecc...)
  • Diciture tipiche come: pericoloso per contatto con la pelle, ingestione, "molto irritante", tossico, ecc... (chiaramente a seconda della classe tossicologica a cui appartiene).
  • La composizione del prodotto espressa di solito in grammi.
  • La sede legale della ditta produttrice, gli stabilimenti e ove necessario la data di scadenza.
  • L'autorizzazione del Ministero della Sanità (con data e numero)
  • Le norme di conservazione precauzionali e le informazioni per il medico.

Inoltre nell'etichetta sono riportati anche le possibili miscibilità del prodotto,il tempo di carenza,la persistenza sulla pianta,la durata dell'azione sulla pianta e la nocività per altri organismi.

Le classi tossicologiche di un fitofarmaco -C.S.R.A. Della regione Lazio-

"La determinazione della pericolosità di fitofarmaci è basata sulla cosiddetta tossicità acuta, cioè sull'effetto letale che la sostanza provoca su animali da esperimento (ratti e conigli). Alle cavie viene somministrato il prodotto tossico attraverso varie vie (orale, dermale, inalatoria, ecc.), a dosi diverse per definire la dose capace di provocare la morte del 50% degli individui sottoposti all'esperimento. Si identifica così la cosiddetta dose letale media indicata con le sigle:

  • (DL50) espressa in milligrammi di p.a. per Kg di peso corporeo (mg/Kg);
  • (CL50) espressa in milligrammi di p.a. per litro di aria (mg/l);

Quanto minori sono i valori tanto maggiore è la tossicità del prodotto. Con questo criterio i fitofarmaci sono collocati in due classi tossicologiche:

  • 1° classe per i principi attivi molto tossici o tossici il cui impiego ed acquisto, insieme a quelli della II classe, è consentito esclusivamente al personale qualificato munito del patentino di cui all'art. 23 del D.P.R. 3 agosto 1968, n. 1255;

    simbolo-T-Tossico simbolo-molto-tossico
  • 2° classe per i principi attivi nocivi; gli irritanti e le altre sostanze la cui tossicità non è rilevante (esenti da classificazione) fanno parte della ex III e IV classe tossicologica, così come previsto dal succitato D.P.R. n. 1255/68.

    simbolo-nocivo simbolo-irritante

Le tipologie di tossicità

La tossicità di un principio attivo si esplica sia direttamente verso l'operatore (noi!) sia verso le persone che potrebbero venire in contatto con i prodotti (ancora noi!).

Il rischio per chi in prima persona effettua i trattamenti può essere di 2 tipi:

  • Tossicità acuta: (come descritto nel paragrafo precedente) dove si assiste a effetti immediati nel breve periodo (durante o subito dopo l'operazione).
  • Tossicità cronica: effetti nel lungo periodo derivanti dalla continua assunzione di sostanze tossiche in quantità basse ma costanti che possono portare ad alterazioni gravi all'interno dell'organismo.

Il rischio per chi entra in contatto indirettamente con i fitofarmaci:

  • Tossicità cronica: Quando un prodotto raggiunge bersagli sbagliati (frutticole, orticole, ecc...) e questi prodotti vengono usati per l'alimentazione non rispettando il tempo di carenza (periodo in cui un principio attivo decade rientrando in parametri tollerabili dall'organismo).

Come impiegare correttamente un fitofarmaco

Per l'applicazione di prodotti fitoiatrici in condizioni di assoluta sicurezza è necessario prestare attenzione alle seguenti raccomandazioni:

  • Trattare in assenza di vento, prima del sorgere del sole o dopo il tramonto. In alternativa, una giornata nuvolosa.
  • Nebulizzatori e/o annaffiatoi puliti e risciacquati regolarmente.
  • Il prodotto deve essere rivolto con grandissima cura esclusivamente verso la pianta (o le piante) che vogliamo trattare indirizzando il formulato con precisione.
  • Evitare contaminazioni di altre specie o colture prossime al bersaglio scelto.
  • Proteggere con teli integri impermeabili eventuali produzioni orticole e frutticole destinate alla alimentazione umana e più in generale estranee alla nostro scopo.
  • Stare attenti che non vi siano nè animali nè persone nelle vicinanze sia al momento dell'impiego sia nei minuti successivi.
  • Stare attenti a non contaminare qualsiasi zona con presenza di acqua, specialmente se in etichetta è indicato il simbolo "Pericoloso per l'ambiente"
    Pericoloso per l'ambiente e gli organismi acquatici

 

Per quanto riguarda la sicurezza dell'operatore utilizzare i seguenti dispositivi:

  • Guanti: resistenti, elastici, comodi, impermeabili, integri e traspiranti ( sono consigliati guanti in polietilene o in polivinile)
  • Tuta in tyvek (reperibile nei brico center) oppure pantaloni lunghi e maglia a manica lunga, da utilizzarsi esclusivamene per i trattamenti. Riporre gli indumenti fuori casa, in luogo areato.
  • Mascherina e occhiali da lavoro (reperibili nei brico center). Per i prodotti di classe T / T+ è necessaria una maschera con filtri, normalmente reperibile presso i consorzi agrari o i grossisti di materiale per giardinieri.
  • Altri dispositivi utili: stivali in gomma e copricapo impermeabile
  • In caso di contaminazione o reazioni indesiderate contattare immediatamente il medico o il P.S. più vicino
  • Nebulizzatore di ottima qualità, possibilmente munito di tubo, lancia inclinata e ugello in metallo. I comuni vaporizzatori economici non garantiscono una nebulizzazione localizzata. Di seguito alcuni modelli particolarmente adatti al fabbisogno di un bonsaista



  • gardena867

    gsc-500


Stoccaggio dei fitofarmaci

Questi prodotti devono essere tenuti in luoghi asciutti, con ricambio d'aria, lontani da fonti di calore,s empre e comunque al di fuori dalla portata dei bambini,i n scaffali robusti, mai in confezioni diverse da quella originale, lontano da alimenti e segnalati da un cartello indicante la natura dei formulati e relativo pericolo.

Conclusioni

Spesso, essendo questi prodotti di largo utilizzo, si ha la sensazione di poterli maneggiare tranquillamente senza troppe preoccupazioni (chi di noi non ha mai pensato:"Tanto lo faccio una volta all'anno che mi frega di studiare come se fosse la Divina Commedia l'etichetta e spendere dei soldi per vestirmi come un agente di CSI Miami o dei Ris di Parma?).Tutto ciò è sbagliato, lo dico per esperienza personale e per gli studi che ho avuto alle spalle.

La serietà e la concentrazione quando si usano sostanze tossiche sono importantissime e i danni che potrebbero verificarsi da un utilizzo sbagliato di determinati prodotti sono di gran lunga maggiori rispetto allo sforzo di rispettare in maniera adeguata queste semplici ma fondamentali regole.

No agli antibiotici

In agricoltura sono severamente vietati, diffidate da chi dice di utilizzarli contro le batteriosi.

Perchè sono vietati? Non si devono utilizzare perchè somministrando antibiotici alle piante involontariamente faremo in modo che i batteri presenti col passare del tempo diventino immuni a questi farmaci che sono gli stessi che noi assumiamo sotto ricetta medica. Un batterio allenato in natura, potrebbe essere gradualmente incontrastabile nel nostro organismo.

Link Utili

disclaimer: la guida ha scopo puramente informativo/didattico e si declina qualsiasi responsabilità sia della mal interpretazione di essa, sia dell'uso sbagliato ed improprio delle sostanze indicate.
 

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