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Cocciniglia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Marco Beconcini   
Domenica 01 Novembre 2009 15:01

Con questo termine vengono raggruppate  numerose famiglie di rincoti morfologicamente molto diverse tra loro che hanno la caratteristica di succhiare linfa dagli organi verdi delle piante,elaborarla e rilasciarla sotto forma di melata,una sostanza zuccherina appetibile da molti patogeni come micosi ed insetti.

Alcune tra le cocciniglie più diffuse

Icerya purchasi (Cocciniglia cotonosa)

 

Questa cocciniglia della famiglia dei Margarodidi è di origine australiana e si trova sul territorio italiano fin dagli inizi dello scorso secolo.
Trattasi di un insetto ermafrodita che differenzia il proprio sesso dopo la nascita,le femmine sono lunghe circa mezzo cm caratterizzate da una evidente carenatura bianca che le rende facilmente riconoscibili. Il maschio si sviluppa da uova non fecondate,appare saltuariamente,è molto più piccolo (1 mm) e presenta delle ali.
Le neanidi sono di un caratteristico colore arancio alla nascita ma in breve tempo si coprono di cera.
Questo insetto compie 3 o 4 generazioni all'anno a seconda delle condizioni favorevoli,sverna come adulto immaturo e la prima produzione di uova avviene di solito verso la fine di marzo.

Planococcus citri   (Cocciniglia farinosa)

La Planococcus citri è una specie estremamente polifaga presente in quasi tutte le aree temperate del mondo.
Nelle piante fruttifere e soprattutto negli agrumi è in grado di fare danni importanti sia alla foglia che al frutto.
La femmina è lunga circa 3-4 mm è molto appiattita e ricoperta da una polvere cerosa,il maschio come nel caso della cocciniglia cotonosa è molto piccolo ed è dotato di ali. Le neanidi sono grandi appena 0,5 mm e sono di colore giallo scuro.
Questo rincote compie fino a 5 generazioni all'anno e riesce a svernare sia come adulto che come neanide riparato negli anfratti legnosi della corteccia ,oppure alla base della pianta.
Il numero delle generazioni è fortemente legato all'elevata umidità e all'ombreggiamento delle parti colonizzate.

 




Saissetia oleae (mezzo grano di pepe)

Altro coccide molto diffuso nelle nostre zone,forse tra i più pericolosi perchè si fissa lungo le nervature mediane della parte inferiore della foglia sottraendo molta linfa e ostacolando quindi anche l'accrescimento dei germogli.
E' molto riscontrabile sugli olivi e sugli olivastri anche se non disdegna altre piante ornamentali.
Le dimensione dell'insetto femmina sono di 5 mm mediamente,sono di forma ovale e si riconoscono molto bene perchè sul dorso hanno delle carenature a forma di “H”.
L'adulto maschio compare raramente e come per le altre cocciniglie è molto piccolo.
Le neanidi mano a mano che si sviluppano diventano sempre più scure fino ad arrivare ad una colorazione quasi nera.
Le neanidi che rappresentano nella maggior parte dei casi lo stadio svernante finiscono il loro sviluppo nei mesi di giugno-luglio,si riproducono per partenogenesi e depongono le uova.
Il numero di generazioni annuali è di massimo 2 e in genere la seconda è quella che sverna.
Questa cocciniglia soffre molto la siccità,mentre gradisce le concimazioni fortemente azotate.



Carulaspis juniperi (cocciniglia del ginepro)

Cocciniglia specializzata sui ginepri, ma che è in ogni caso in grado di infestare anche molte  cupressaceae.
Si tratta di un  diaspino a follicolo biancastro a diffusione prettamente mediterranea
Il corpo delle  femmine adulte  di colore bianco a forma ovale con il centro giallastro, mentre il maschio è più allungato e di colore chiaro.
Lo svernamento viene intrapreso dalle femmine fecondate e il ciclo riproduttivo si basa su una generazione all'anno .
Le Parti interessate subiscono ingiallimenti e  disseccamenti che spesso sono più accentuati nelle parti interne della chioma.



Altre cocciniglie che possono attaccare le conifere sono
Carulaspis carueli
Leucaspis pini
Leucaspis loewi
Leucaspis pusilla




Aonidiella aurantii  (Cocciniglia rossa forte)

Specie di origine asiatica,in italia si è sviluppata maggiormente nelle regioni del sud italia in particolare sugli agrumi e sulle rosaceae.
Il follicolo femminile è molto piccolo in quanto arriva a malapena ai 2-3 mm con esuvie centrali di color rosso brunastro.
Il maschio più piccolo è di colore chiaro.
Questo insetto sverna in vari stadi di sviluppo e inizia la propria riproduzione all'inizio della primavera in due modalità distinte

-deponendo uova
-partorendo direttamente le neanidi

A differenza di altre cocciniglie la Aonidiella aurantii ama i climi secchi e caldi dove può arrivare a compiere 4 generazioni.
In sicilia i danni provocati negli ultimi decenni sugli agrumeti sono stati piuttosto gravi.


Ceroplastes sinensis (Cocciniglia a elmetto)

Specie conosciuta da molto tempo in Italia è forse tra le cocciniglie più polifaghe del nostro territorio in quanto è stata riscontrata su moltissime specie ornamentali.
E' tra le cocciniglie più grandi e la femmina può raggiungere quasi 1 cm di lunghezza,è coperta da sette piastre di protezione tra cui quella centrale è di colore leggermente roseo.Il maschio è lungo 2  mm è molto più scuro della femmina e dotato di ali.
Le neanidi sono di colore rossastro.
Lo svernamento viene compiuto da:
-neanidi al 3° stadio
-maschi non sfarfallati nell'autunno
-femmine fecondate

L'ovodeposizione da parte delle neanidi divenute adulte avviene a giugno-luglio e la nuova generazione si genera da luglio fino a alla fine di agosto.
La Ceroplastes sinensis dapprima si stabilisce sulla pagina superiore della foglia,poi con l avanzare dell'inverno si trasferisce sui rametti più interni dove raggiung la piena maturità nel corso della primavera successiva


DANNI

Il danno provocato dalle cocciniglie è sia diretto che indiretto.
La nutrizione di questi insetti avviene tramite la sottrazione della linfa sulle parti verdi della pianta grazie ad un apparato succhiatore che è in grado di perforare i tessuti vascolari e “pompare” la linfa all'interno del proprio organismo.
Questo meccanismo chiaramente comporta una sottrazione della linfa che può compromettere la stabilità fisiologica dell'apparato fogliare comportando un rallentamento della crescita e nei casi più gravi disseccamento della chioma con successiva morte della pianta.
I casi la pianta viene colpita irreversibilmente sono piuttosto rari ma è importante tenere sotto controllo questi insetti.
Per capire meglio il danno indiretto bisogna sapere che, una volta ingerita la linfa, questa viene trasformata dall'apparato digerente ed espulsa sotto forma di zuccheri (melata).
Questa sostanza non solo costituisce un attrattivo per una grande varietà di insetti ma rappresenta un un substrato alimentare perfetto per  molti funghi saprofiti come Torula, Capnodium ,Alternaria, Cladosporium e molti altri.
I funghi sopracitati essendo appunto saprofiti non stabiliscono un rapporto con la pianta a differenza delle ruggini ad esempio,ma ne sfruttano la superficie x nutrirsi.
L'effetto sulla foglia,conosciuto come fumaggine comporta oltre al danno estetico anche un rallentamento della fotosintesi in quanto viene creata una barriera fitta che impedisce alla pianta di captare la luce.


LA  LOTTA

I metodi di lotta sono molteplici e nella maggior parte dei casi sono tutti molto efficaci,fortunatamente questi insetti hanno scarsa mobilità quindi possono essere raggiunti in maniera agevole sia dai prodotti (naturali o di sintesi) sia dai nemici naturali che in natura sono moltissimi.
La lotta chimica viene effettuata prevalentemente mediante l utilizzo di Oli bianchi o Oli bianchi attivati nella maggior parte dei casi con piretroidi,fosforganici o con bufoprezin (contro le neanidi)

NOTA IMPORTANTE:I trattamenti si diversificano a seconda della tipologia di prodotto impiegato,la scheda ha scopo puramente informativo/didattico e si declina qualsiasi responsabilità per l'uso improprio delle sostanze indicate.

I trattamenti con fitofarmaci devono essere sempre e comunque giustificati da una reale presenza dell'agente di danno e limitati nel tempo a seconda delle caratteristiche del prodotto impiegato.

In quanto sostanze altamente tossiche devo essere utilizzate con cautela e secondo le norme più indicate per la loro distribuzione.

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